lunedì 29 agosto 2016

Passeggeri notturni Ep.1 - Quarto Potere

"Passeggeri notturni" è l'ultima raccolta di racconti
 di Carofiglio, edita da Einaudi nel 2016.
Composta da 30 racconti è la prima
raccolta recensita nel dettaglio
dal blog
Titolo:
Quarto potere
Genere:
Racconto breve
Sottogenere:
Realistico
Umoristico
Ambientazione
Istituto scolastico non precisato
Protagonisti
Gabriele
Protagonista “senza identità”
Antagonisti
Cannata
Tematiche
Bullismo
Gioco di squadra, amicizia
Quarto potere (Stampa)
Autore:
Gianrico Carofiglio
Pagine:
3 pagine
Raccolta:
Passeggeri Notturni
Valutazione complessiva:
♥ ♥ e mezzo.
Cod. racconto blog:
1



Quarto Potere (R1)


Trama:
I protagonisti di questo primo racconto firmato Carofiglio sono due ragazzini, probabilmente delle medie, che si ritrovano coinvolti in un episodio breve di bullismo a cura di un certo Cannata, noto all’interno dell’istituto per i suoi comportamenti tipici da “cattivo”. Uno dei due ragazzi, di nome Gabriele, viene inizialmente preso di mira dal bullo durante l’attesa prima della lezione di Educazione fisica quando, inaspettatamente, viene aiutato da un compagno (privo di nome) il quale, successivamente, si ritroverà protagonista di una annunciata vendetta da parte di Cannata. Tra i due scoppia così un’amicizia, forse già preesistente ma superficiale, caratterizzata da una scoperta reciproca di luci e di ombre tipiche di ogni animo umano; grazie al lavoro di squadra,alla creatività, e a un giornale trasformato in bastone,preso in una biblioteca, i due sconfiggono Cannata umiliandolo dinanzi a tutta la scuola.

Giudizio complessivo:
 💢 💢 e mezzo.
Stile: 💢 💢 e mezzo.
Contenuto: 💢 💢
Originalità: 💢 💢 💢
Piacevolezza:  💢 💢 e mezzo.

Commento: Racconto sicuramente dalle tematiche attuali e dallo stile moderno, quello elaborato da Carofiglio; tuttavia, le idee concentrate in questo scritto sono state sviluppate banalmente. La piaga sociale del bullismo, che è il tema portante del racconto, è un problema serio nella nostra società e non può essere trattato così genericamente in un breve-racconto; ma questo, ovviamente, è un gusto personale: io sono sempre per quegli scritti, per quei romanzi, che affrontano determinatati argomenti in tutta la loro vastità, non necessariamente dicendo tutto, nel minimo particolare ed etc. (Perchè a volte è giusto riconoscere i propri limiti di conoscenza su quell'argomento, è giusto lasciare silenzi perchè questi svelano più di tante parole) ma, sicuramente, analizzare un problema sotto molteplici punti di vista (e più corposamente). rende la ricerca più interessante e completa. Per questo ho assegnato 2 punti sul contenuto: proprio perchè è banale e poco analizzato personalmente.
Per quanto riguarda le caratteristiche positive non posso non accennare qualcosa sullo stile di scrittura dell'autore e la soluzione al problema presentata nel finale. Lo stile dell'autore è palesemente moderno perchè utilizza un linguaggio accessibile a tutti: sono presenti vocaboli semplici (forse anche troppo: è nel mio gusto personale un lessico non eccessivamente ricercato ma neanche troppo banale), parole tipiche del gergo giovanile e una sintassi molto semplice. Il finale, invece, è stato il fattore che più ha alzato il punteggio dell'originalità, proprio perchè è un explicit inusuale (che sa uscire dagli schemi tradizionali) e, al tempo stesso, molto ironico (seppur di una ironia e di una comicità inverosimile); che va profondamente in contrasto con la semplice e quotidiana drammaticità dello svolgimento.

Curiosità: 

Piccola parentesi: "Quarto Potere" è anche
un film (ovviamente non tratto dal
racconto, intendiamoci)di Orson Welles,
del 1941.
  • Il titolo di questo racconto è “Quarto Potere” che è ovviamente un’anticipazione di come si svolgerà il finale, il giornale-bastone, infatti, raffigurerebbe la Stampa come strumento di comunicazione di massa che, tradizionalmente, è considerata il Quarto Potere di uno stato. Altre interpretazioni più curiose ed interessanti raffigurerebbero il giornale-bastone come simbolo di cultura ed informazione, ottimi strumenti (per l'appunto) per contrastare le ingiustizie. Nel racconto la Stampa, la cultura e l'informazione raffigurerebbero quindi un mezzo di liberazione che gli oppressi possono usare contro gli oppressori. 
  • Curioso il fatto che l’amico di Gabriele sia presente nel racconto ma senza una vera identità infatti è un personaggio senza nome; questo potrebbe far intendere al lettore che ognuno di noi può immedesimarsi nel ruolo di aiutante di un “ipotetico Gabriele”.
  • Cannata potrebbe essere un ragazzino Siciliano; visto che, quel cognome, è tipico della regione Sicilia.

Link , collegamenti & approfondimenti: 

  1. Il racconto è possibile leggerlo qui <----- Link messo a disposizione dell'Einaudi
  2. Per sapere di più sul Quarto Potere in relazione alla Sociologia, puoi consultare la voce di Wikipedia

Prossimo episodio:
Nel prossimo episodio, dedicato a "Passeggeri Notturni", andremo ad analizzare il secondo racconto di questa raccolta, intitolato "Draghi".
Lo scritto dovrebbe uscire Martedì 30 Agosto 2016.

domenica 1 febbraio 2015

Un bagliore immenso.

Come l'aura aulente,
dello Zefiro,
sei tu per me,
fievole mandorlo,
smielato e costernato,
lindo e Narciso,
che il mio Eros criptico,
bercia dinanzi ai tuoi,
eccelsi lumi.

O si,
mio amasio,
come concupisco,
insinuarmi nei tuoi amplessi,
così benevoli e delicati,
come un flutto che sulla riva nivale,
sgela le nevi deturpate e sozzoni. 

Dianzi a noi,

scorgo intensi vezzi,
itinerari massicci,
e scogli lividi d'eccelso indomabile,
ma d'una realtà sussisto impavido,
tu mi risplendi d'un bagliore...
immenso.    

-Jacopo.




martedì 6 gennaio 2015

Il cielo che amava il mare.

D'un sfumato sorgere,
Il ciel smeraldo,
Bacia l'egregio mare.

Il soffio quieto,
Al taciturno mare:
Il Sapore di sale.

Di lì nel pomeriggio sulla costa bassa,
il vento profumato di mare,
Incanta onde sugli scogli lividi.

Al calar delle tenebre,
Il ciel illuminato di sogni,
Cullava la liquida essenza,
Fino al sonno ristoratore.

Lì, l'etere,
Abbozzò un sorriso e se ne andò.

domenica 4 gennaio 2015

Patch Adams: Discorso agli studenti.

"Signore io voglio fare il medico con tutto il mio cuore"




“Cos’ha la morte che non va? Di cosa abbiamo così mortalmente paura? Perché non trattare la morte con un po’ di umanità e dignità e decenza e, Dio non voglia, perfino di umorismo? Signori, il vero nemico non è la morte. Vogliamo combattere le malattie? Combattiamo la più terribile di tutte: l’indifferenza.

Nelle vostre aule ho assistito a disquisizioni sul transfert e la distanza professionale. Il transfert è inevitabile, signore. Ogni essere umano ha un impatto su di un altro. Perché vogliamo evitarlo in un rapporto paziente-medico? È sbagliato quello che insegnate nelle vostre lezioni, la missione di un medico non deve essere solo prevenire la morte ma anche migliorare la qualità della vita. Ecco perché se si cura una malattia si vince o si perde… se si cura una persona vi garantisco che, in quel caso, si vince qualunque esito abbia la terapia. Qui vedo oggi un’aula piena di studenti di medicina. Non lasciatevi anestetizzare, non lasciatevi intorpidire di fronte al miracolo della vita. Vivete sempre con stupore il glorioso meccanismo del corpo umano. Questo deve essere il fulcro dei vostri studi e non la caccia ai voti che non vi daranno alcuna idea di che tipo di medico potrete diventare.
Signore io voglio fare il medico con tutto il mio cuore. Io volevo diventare medico per assistere il mio prossimo, e per questo motivo ho perso tutto, però così ho anche guadagnato tutto: ho condiviso le vite dei pazienti e del personale dell’ospedale, abbiamo riso insieme e pianto insieme. Questo è ciò che voglio fare nella mia vita. E Dio mi sia testimone, comunque decidiate oggi, signori, guarderò ancora con fiducia il mio scopo: diventare il miglior medico che il mondo abbia mai visto. Voi avete la facoltà di impedire che io mi laurei, potete impedirmi di ottenere il titolo, il camice bianco, ma non potete controllare il mio spirito, non potete impedirmi di apprendere, non potete impedirmi di studiare. A voi la scelta: avermi come collega di lavoro, passionale, oppure avermi come voce fuori dal coro, sincera e determinata. In entrambi i casi verrò forse considerato una spina, ma vi prometto una cosa: sarò una spina che non riuscirete a togliere.”

Patch Adams interpretato da Robin Williams.

domenica 6 aprile 2014

Giovane sensibile incompreso.

L'oceano profondo e cristallino,
impreziosisce le mie serate.
I suoi occhi sono i miei, e...
i miei occhi sono i suoi.

Con i suoi occhi mi vedo,

mi vedo mentre lo guardo,
Sorrido,mi emoziono... arrossisco,
e volte piango.
Mi vedo mentre lo scruto,
mentre aspetto,
Aspetto quelle pianure,
pianure di grano, 
che tanto ammiro.
Mi vedo mentre piango,
le lacrime sono emozioni,
emozioni che come un tuono,
possono stagionare la primavera.
Una primavera tardiva,
che non arriverà.

Con i miei occhi lui si vede,

si vede come è bello,
Sorridente,affettuoso...timido,
e a volte riflessivo.

Si vede... ma non conosce,

quanto a volte io,
lo possa odiare.
Lo odio quando visualizza e non risponde,
Quando i tempi morti,
prendono il dominio nel nostro tempo,
Quando onde d'amore non si incontrano,
ma entrambi lo desideriamo.

Seguo il mio fato,

Io sono un giovane sensibile incompreso.